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Per Matt
04 February 2006 @ 19:41
Per Matt
No niente, stavo cercando un coniglio.
Sì, c’avevo un coniglio che vi volevo far vedere, mi interessava sapere cosa ne pensavate... chissà dov’è andato. Pazienza, prima o poi uscirà da qualche parte.
Dunque, lo spettacolo di quest’anno è molto cambiato.
Il cambiamento più essenziale è che io l’anno scorso avevo un’altra camicia e soprattutto non entravo in scena, con le luci accese, parlando di un coniglio.
A cosa serve questa grossa invenzione? Serve a stupire.
Al mio amico Adolfo capitava molto spesso di venire ad un appuntamento non so…. con una ruota di Volkswagen sotto il braccio! Era un ragazzo strano che amava molto stupire. Alle donne non regalava mai i fiori, no... un chilo di pere, due etti di formaggio. Un giorno sostituì il freno della macchina con un pedale di batteria... ‘TUM’ morto!
Sembrerà strano ma nessuno si è stupito.
Ecco, anche davanti alle persone più stravaganti dopo un po’ tu sai sempre da quale parte fanno uscire il coniglio, lo sai… ‘ZIP’, ‘ZIP': nessuna sorpresa.
Forse sarebbe meglio che una persona riuscisse a non raccontarsi troppo.
Per dire anch’io, ogni volta che mi incontro con qualcuno, ‘TAC’, avverto subito, da parte di chi mi guarda, una percezione che mi viene ributtata addosso e sapendo di essere percepito così e magari anche accettato non posso più stravolgere l’idea che si sono fatti di me.
Voi non vi aspettereste mai, per esempio, che io adesso buttassi un bomba in platea. Infatti non la butto. Maledetti! Sapete sempre da quale parte faccio uscire il coniglio.
Guai a presentarsi, guai a raccontare la propria storia personale, sei bloccato, cambiare diventa difficilissimo.
Si potrebbe quasi dire che è impossibile sfuggire al destino di essere congelati nei pensieri degli altri.
Giorgio Gaber (vorrei non fosse in paradiso, vorrei fosse qui, vorrei conoscerlo, abbracciarlo, dire: "ti capisco", dire: "insegnami", vorrei..)
Hai ragione Matt. E' orrendo. E ti capisco.
Io non credo al mio blog in quanto luogo che mi da diritto di dire la mia. Tanto è vero che ogni volta che ho scritto qualcosa e l'ho cancellato, questo è avvenuto perchè penso sia una stronzata il fatto che internet dia la possibilità a tutti di dire qualcosa (chi mi segue da un pò sa che la penso cosi).
Invece credo che il mio blog, pian piano diventerà più che altro un luogo di rime. O di racconti. E sono stato consolato da questo pensiero.
Vedi la forza dell'arte! (chiamala come vuoi se non ti piace la parola: a me piace).
E' libera.
Io preferisco scrivere poesie o racconti perchè so che sono inattaccabili. Per quanto qualcuno possa dire "Maggese" non mi piace, lo sfido per l'eternità a scriverlo! (ahahah) "Come un pensiero" direbbe Dalla.
Non so se capisci quello che voglio dirti.
Tante volte ho pensato "chiudo", "non ne vale la pena", e non ti nascondo che di fronte a quelli che rimangono secondo me tuoi semplici fraintendimenti la prima cosa che ho pensato è stata: "non scriverò mai più i miei pensieri, se non in forma di poesia", cosa che a volte mi riesce meglio.
Tu mi hai insegnato una cosa. Al di là delle apparenze, non conviene dare noi stessi in pasto al mondo, sebbene sia apprezzabile il coraggio (o la follia) di chi lo fa. Ma è più giusto dare l'anima. E per forza di cose, quella, ha bisogno di musica, o di poesia, o di colori.
Aggiungo che io trovo triste, becero, avvilente, il fatto che qualcuno, in mia "difesa" ti abbia creato qualsiasi tipo, anche il più misero problema, o perdita di tempo.
Ma è quello di cui sto parlando.
Internet da la possibilità a chiunque di fare qualsiasi cosa. Il risultato è questo.
E' tutto. Adieu.
Buon tutto. Take care.
Sì, c’avevo un coniglio che vi volevo far vedere, mi interessava sapere cosa ne pensavate... chissà dov’è andato. Pazienza, prima o poi uscirà da qualche parte.
Dunque, lo spettacolo di quest’anno è molto cambiato.
Il cambiamento più essenziale è che io l’anno scorso avevo un’altra camicia e soprattutto non entravo in scena, con le luci accese, parlando di un coniglio.
A cosa serve questa grossa invenzione? Serve a stupire.
Al mio amico Adolfo capitava molto spesso di venire ad un appuntamento non so…. con una ruota di Volkswagen sotto il braccio! Era un ragazzo strano che amava molto stupire. Alle donne non regalava mai i fiori, no... un chilo di pere, due etti di formaggio. Un giorno sostituì il freno della macchina con un pedale di batteria... ‘TUM’ morto!
Sembrerà strano ma nessuno si è stupito.
Ecco, anche davanti alle persone più stravaganti dopo un po’ tu sai sempre da quale parte fanno uscire il coniglio, lo sai… ‘ZIP’, ‘ZIP': nessuna sorpresa.
Forse sarebbe meglio che una persona riuscisse a non raccontarsi troppo.
Per dire anch’io, ogni volta che mi incontro con qualcuno, ‘TAC’, avverto subito, da parte di chi mi guarda, una percezione che mi viene ributtata addosso e sapendo di essere percepito così e magari anche accettato non posso più stravolgere l’idea che si sono fatti di me.
Voi non vi aspettereste mai, per esempio, che io adesso buttassi un bomba in platea. Infatti non la butto. Maledetti! Sapete sempre da quale parte faccio uscire il coniglio.
Guai a presentarsi, guai a raccontare la propria storia personale, sei bloccato, cambiare diventa difficilissimo.
Si potrebbe quasi dire che è impossibile sfuggire al destino di essere congelati nei pensieri degli altri.
Giorgio Gaber (vorrei non fosse in paradiso, vorrei fosse qui, vorrei conoscerlo, abbracciarlo, dire: "ti capisco", dire: "insegnami", vorrei..)
Hai ragione Matt. E' orrendo. E ti capisco.
Io non credo al mio blog in quanto luogo che mi da diritto di dire la mia. Tanto è vero che ogni volta che ho scritto qualcosa e l'ho cancellato, questo è avvenuto perchè penso sia una stronzata il fatto che internet dia la possibilità a tutti di dire qualcosa (chi mi segue da un pò sa che la penso cosi).
Invece credo che il mio blog, pian piano diventerà più che altro un luogo di rime. O di racconti. E sono stato consolato da questo pensiero.
Vedi la forza dell'arte! (chiamala come vuoi se non ti piace la parola: a me piace).
E' libera.
Io preferisco scrivere poesie o racconti perchè so che sono inattaccabili. Per quanto qualcuno possa dire "Maggese" non mi piace, lo sfido per l'eternità a scriverlo! (ahahah) "Come un pensiero" direbbe Dalla.
Non so se capisci quello che voglio dirti.
Tante volte ho pensato "chiudo", "non ne vale la pena", e non ti nascondo che di fronte a quelli che rimangono secondo me tuoi semplici fraintendimenti la prima cosa che ho pensato è stata: "non scriverò mai più i miei pensieri, se non in forma di poesia", cosa che a volte mi riesce meglio.
Tu mi hai insegnato una cosa. Al di là delle apparenze, non conviene dare noi stessi in pasto al mondo, sebbene sia apprezzabile il coraggio (o la follia) di chi lo fa. Ma è più giusto dare l'anima. E per forza di cose, quella, ha bisogno di musica, o di poesia, o di colori.
Aggiungo che io trovo triste, becero, avvilente, il fatto che qualcuno, in mia "difesa" ti abbia creato qualsiasi tipo, anche il più misero problema, o perdita di tempo.
Ma è quello di cui sto parlando.
Internet da la possibilità a chiunque di fare qualsiasi cosa. Il risultato è questo.
E' tutto. Adieu.
Buon tutto. Take care.
