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Politik
23 December 2005 @ 20:08

Politik

Mi chiamo Cesare.
Ho 25 anni.

Non ho mai votato. E non me ne vergogno affatto.
E tanto meno "mi importa combattere contro l'ignoranza degli altri" (Oscar Wild). Ho già la mia da combattere ogni giorno e non è facile nè scontato mettersi a farlo.
La destra e la sinistra non esistono più.
Faccio quasi fatica a pensare che esisto io.
Non esiste più il giusto o lo sbagliato nella mia testa. Ho cancellato queste due parole perchè mi interessava, avendo fin da giovanissimo la fortuna di essere indipendente, benestante, realizzato, con una professione che è il mio più grande amore, andare a vedere, toccare con mano ogni mio limite, capirmi, a costo di fare nel modo più "giusto" possibile tutto quello che sembrava sbagliato, o provando nello stesso tempo a fare tutto quello che sembrava giusto nel modo più sbagliato possibile.
E ho sempre avuto la meglio e il meglio dalla vita.

Non sono un genio, e non credo nei geni.
Non sono però un coglione qualunque.
E invece credo che anche la persona a cui vuoi più bene, o la persona più intelligente, possa essere un grande, grandissimo coglione.
Chi (non) mi conosce, (non) sa che sebbene io sia giovane ho memoria storica. E di questo ringrazio Dio.

Amo mio padre e mia madre. Ma non ho mai creduto ad una sola parola uscita dalla loro bocca che puzzasse di "convenienza", nè di "rivalsa" poichè ho sempre avuto il naso fine per certi odori, e nelle loro parole, ho sempre sentito l'odore di quella parte d'Italia che ormai conosco bene, poichè è l'Italia perbenista, ma furba, che nasconde mille altri volti sotto la sua pelle.
Potrei essere esattamente quello che i miei genitori desiderano ma non lo sono. Poichè nel momento del bisogno e della sconfitta ero, sono, e sarò solo.

Io credo profondamente nella vita e le do davvero il senso più alto possibile. Non mi importa nulla di nulla delle solite polemiche, dei soliti giudizi, delle solite chiacchiere, non... non me ne frega niente.
Non sono scettico, non sono qualunquista. Io ho una visione davvero ieratica, sacra dell'essere umano, della sua anima, delle cose che lo circondano.
E allo stesso tempo sarei capace di profanare qualsiasi tomba della mia anima pur di sapere davvero quali sono gli ingredienti che danno sapore al gusto dell'esistenza, a costo di bruciarla.
Del gusto in sè non me ne importa nulla.

Non ho mai amato le persone con il poster di un uomo politico sopra il letto, men che meno quelle che sventolano bandiere rosse. Non ho mai apprezzato i gesti di Di Canio quando saluta il pubblico col braccio teso, e penso anche che non sia un buon giocatore di pallone, come penso che Mussolini non fosse un grande uomo politico, e nemmeno Andreotti e nemmeno Craxi.
Non penso che Costanzo sia un buon giornalista..
Non penso che Romano Prodi e Silvio Berlusconi siano la soluzione ad un problema. E non ho alcun bisogno di conoscere le loro gesta o le loro azioni per comprenderlo.

Non ho bisogno di Dio e delle sue leggi per comprendere certe cose.
Non ho bisogno di mio padre o di mia madre per farmi una idea riguardo alla politica, poichè se seguissi i loro discorsi, dovrei allontanarmi in primo luogo da mio padre e da mia madre.
Non è che mi piace o non mi piace qualcosa. Per me Romano Prodi non è nulla. Berlusconi idem. Non conta nulla.
A me piace molto, mi interessa davvero, invece, sapere e capire perchè un ragazzo mette un poster nella sua camera da letto. E mi piace riflettere su questo.
Mi interessa davvero capire perchè Di Canio sia cosi esaltato.
Il presidente della Lazio ha detto: "Allora anche il Papa che alza la mano verso er cielo fa un saluto fascista!".
Per me lui non vale nulla. Ma ha una grande importanza invece capire perchè ha detto una cosa simile.
Per me Andreotti non significa nulla. Mi interessa se ha fatto cose giuste o cose sbagliate. Mi interessa quello che non dirà mai, nemmeno sotto tortura, e che dice forse solo a sè stesso, ma che non è difficile interpretare, sentire, spiare attraverso quello che si sa degli esseri umani.

Per capirlo, però, è NECESSARIO starne fuori.
NON SI POSSONO CAPIRE REALMENTE LE COSE SE NON CE NE SI ALLONTANA.


Finchè andrai allo stadio a tifare per i tuoi colori con passione sarai sempre pronto a non capire cosa stai facendo. Ma potrai dirti "tifoso".

Finchè andrai a votare e "tiferai" per un partito politico sarai sempre pronto a non capire chi o cosa stai votando. Ma potrai dire: "io SONO comunista!". "Io SONO di destra!"

Finchè resterai immobile nel tuo paese, sarai sempre pronto a non capire dove sei. Ma sarai un PUNTO FISSO nel mondo.

Finchè resterai nella tua famiglia, coccolato dalle sue comodità, sarai sempre pronto a non capire cosa potresti ESSERE. Ma potrai dirti sempre "FIGLIO".

Ho fiducia in me. Nelle persone, nei loro cuori.
Noi esseri umani andiamo perdonati. Poichè di fronte al perdono ciò che è sbagliato brucia e si incenerisce. Ma bisogna allenare la mente a capire il motivo per cui le persone fanno o dicono certe cose. Perchè facciamo e diciamo certe cose. Anche a costo di sbagliarsi mille volte.
Pensare, interpretare, capire, è legale.
Io vorrei che le persone più giovani fossero libere di sbagliare e che se ne assumessero le responsabilità.
Vorrei che quelle stesse persone si allenassero però ogni istante a cercare di capire cosa c'è dietro a quello che sentono e vedono.
E cosa c'è dietro ai loro comportamenti. Perchè fanno quello che fanno e perchè dicono quello che dicono.

Il giusto e lo sbagliato non esistono poichè ci saranno sempre, l'equilibrio di questo pianeta si bilancia tra il giusto e lo sbagliato, e le cose che non hanno una fine non esistono per me.
Dietro alle facce ed alle parole c'è la storia del mondo e della nostra esistenza sul pianeta.
E non serve rabbia per tutto questo, anzi, la rabbia è da condannare il più possibile. La lascio volentieri a chi sta davvero sul fronte e davvero combatte, ai Santi dei nostri giorni. O a chi davvero si sacrifica pro o contro il giusto o lo sbagliato.

Ma io non sono lì e non ci voglio stare, lì, poichè la mia personalità è priva delle armi che servono a combattere finte battaglie.
Io non sono Silvio berlusconi, nè sono Romano Prodi. E non vorrei essere loro. Perchè non so mentire.
La cosa che odio di più di me sono i miei scheletri nell'armadio. Li odio, li vorrei distruggere. Ma la mia mente è stracolma degli ingranaggi che servono a capire, a prevedere, a sentire.

Allontanarsi è un segreto. Non certo un comandamento.

Quindi non voterò nemmeno quest'anno, poichè è troppo facile capirli, i nostri politici. Tornerò nella "gabina" quando sarà il momento.

Si dice sempre che mentono. A me sembra il contrario. Non sanno più mentire!


************


Canzone della non appartenenza
(di Gaber - Luporini)


[parlato:] Quando mi è capitato di nascere, la maggior parte dei miei
simili si era allontanata da Dio. E per colmare questo vuoto aveva scelto come nuovo culto l'umanità con tutti i suoi ideali di libertà e di eguaglianza. Tuttavia non so se per coscienza o per prudenza, non riuscendo ad abbandonare completamente Dio, né ad accettare
fino in fondo l'umanità, siamo rimasti come alla deriva del mondo in quella distanza aristocratica da tutto comunemente chiamata decadenza. Insomma siamo nati troppo tardi per Dio e troppo presto per gli uomini.

La grande intesa tra me e l'universo
è sempre stata un mistero
il grande slancio verso la mia patria
non è mai stato vero
il tenero attaccamento al paese natio
mi sembra l'enfasi pietosa di un mio vecchio zio
tutto quello che ho, tutto ciò che mi resta
è solo questa mia famiglia che non mi basta.

Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una gran dose di egoismo
magari un po' attenuato
da un vago amore per l'umanità.

La mia anima è vuota e non è abitata
se non da me stesso
non so bene da quando l'amore per il mondo
mi sembra un paradosso
ma soffrire per gente di cui non si sa l'esistenza
mi sembra il segno un po' preoccupante di qualche carenza
tutto quello che provo è una vana protesta
è solo questa mia coscienza che non mi basta.

Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una parvenza di altruismo
magari compiaciuto
che noi chiamiamo solidarietà.

Ma se guardo il mondo intero
che è solidale e si commuove in coro
i filmati di massacri osceni
con tanti primi piani di mamme e bambini
mi vien da dire che se questo è amore sarebbe molto meglio
non essere buoni.

Se provo a guardare il mondo civile
così sensibile con chi sta male
il cinismo di usare la gente
col gusto più morboso di un corpo straziante
mi vien da urlare che se questo è amore io non amo nessuno
non sento proprio niente.

E invece siamo nati per amare proprio tutti
indiani, russi, americani, schiavi, papi, cani e gatti
è proprio il mondo della grande fratellanza
per nuove suffragette piene d'isteria
o peggio ancora è, quella sporca convenienza
come sempre mascherata dalla grande ipocrisia
la nostra ipocrisia.

Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una gran dose di egoismo
magari un po' attenuata
da un vago amore per l'umanità.

E non ci salva l'idea dell'uguaglianza
né l'altruismo o l'inutile pietà
ma un egoismo antico e sano
di chi non sa nemmeno
che fa del bene a sé e all'umanità.

Un egoismo antico e sano
di chi non sa nemmeno
di fare il bene dell'umanità.