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FIONA APPLE e la stupidità invasiva degli esseri umani..
23 November 2005 @ 12:54

FIONA APPLE e la stupidità invasiva degli esseri umani..

Fiona Apple esordisce così a soli diciotto anni con Tidal (1996).
E' un album delicato e intenso, che riscuote subito un grande successo di pubblico e di critica: le ottime recensioni pubblicate da testate come Rolling Stone, Time e The New York Times sono affiancate dal grande successo riscosso durante il Lilith Fair Tour e da un Grammy Award conseguito nella categoria "Best New Artist in a Video".
A impreziosire l'album è un pugno di canzoni malinconiche e delicate, dalla toccante ballata pianistica di "Sullen Girl", sorta di autoritratto che rievoca la Laura Nyro più intimista, allo struggente hit single "Shadowboxer", dalle dolenti autoanalisi di "Never Is A Promise" e "Pale September" all'angosciata elegia di "The Child Is Gone" e alla dolcissima ninnananna di "Slow Like Honey". Ma Apple trova anche grinta ed energia per dar vita a brani più ritmati, come il vivace rap di "Sleep To Dream" e il blues febbrile di "Criminal". Il disco spazia con disinvoltura tra canzone pop e jazz, soul e blues, mettendo il luce tutto il talento cristallino della cantautrice newyorkese.

Ma il carattere difficile e la resistenza ad accettare le leggi di quel music business in cui presto resterà intrappolata rendono in salita la strada di quella che viene subito ribattezzata come "la nuova Tori Amos".
Lei stessa d'altronde non sembra decidersi tra l'attrazione fatale dello "stardom", che la vuole sex-symbol a tutti i costi (in un concerto si presenterà addirittura in mutandine.), e le ambizioni artistiche di cantautrice controcorrente.
"Non mi sento apprezzata come artista, ma come un buon prodotto della mia etichetta che ha creato l'illusione che io fossi bella, ricca e con una vita perfetta", confesserà nel 1997.

Nonostante le proteste, la sua carriera va avanti: la Apple riceve diverse nomination per i Grammy nel 1998, mentre Tidal conquista il disco di platino. Nel 1999 esce così il nuovo album, When The Pawn Hits The Conflicts He Thinks, abbreviazione dell'interminabile titolo originariamente scelto ("When the pawn hits the conflicts he thinks like a king what he knows throws the blows when he goes to the fight and he'll win the whole thing 'fore he enters the ring there's no body to batter when your mind is your might so when you go solo, you hold your own hand and remember that depth is the greatest of heights and if you know where you stand, then you know where to land and if you fall it won't matter, cuz you'll know that you're right").

Anche questo tipo di scelta attira alla Apple gli strali di quella scena musicale, che, fino a poco prima, l'aveva idolatrata: "Si trattava di una poesia che avevo scritto per me stessa - spiegherà -. Sapevo che non sarebbe diventata una canzone, ma ho sentito il bisogno di scriverla per ricordarmi di tutti quelli che mi prendevano in giro e si sbagliavano. Avevo bisogno di ricordare a me stessa che non ho fatto niente di male a nessuno. Il mio successo ha causato molte critiche. La cosa mi ha dato molto fastidio, e non sono riuscita a nasconderlo. Mi pare che un sacco di gente mi detesti per motivi che non riesco a comprendere".



estratto da: FIONA APPLE Gli spettri di una "sullen girl"
di Claudio Fabretti
su: www.ondarock.it