11 Jan. 2006
10 Jan. 2006
08 Jan. 2006
02 Jan. 2006
23 Dec. 2005
23 Dec. 2005
22 Dec. 2005
22 Dec. 2005
20 Dec. 2005
16 Dec. 2005
16 Dec. 2005
15 Dec. 2005
15 Dec. 2005
08 Dec. 2005
08 Dec. 2005
06 Dec. 2005
06 Dec. 2005
26 Nov. 2005
23 Nov. 2005
21 Nov. 2005
Vocabolario
06 December 2005 @ 10:39
Vocabolario
Bene. Torno a scrivere sul CèBlog, sapendo (che responsabilità!) che ci sono tante persone di ogni età, diverse probabilmente per esperienza vissuta, passioni, credo, e pensieri che ci passano ogni tanto, o tutti i giorni (questo credo dipenda dall'età!), come si passa talvolta per una strada che si ama, o alla quale siamo legati per alcuni ricordi, anche senza un vero motivo.
In effetti nello scrivere o nel leggere questo Blog un vero motivo non c'è.
Cosi come un vero motivo di studio non esiste per la filosofia, per la musica, per la poesia, per tutto ciò che è riflessione dello spirito.
Ho letto una bellissima definizione di "poesia" in un libro/intervista di Pasolini ieri notte.
"La poesia è l'indugiare a lungo tra il suono, ed il significato della parola".
Pasolini raccontava che scelse per un certo periodo di tempo il dialetto friulano per scrivere, proprio perchè (e in effetti questa affermazione mi affascina terribilmente), il dialetto, mischia in modo sensibile le due cose, e spesso le parole dialettali, o i modi di dire popolari nascono, (e questa è la sensazione che si prova leggendole/i), da uno strano miscuglio in cui sembra che l'etimologia stessa della parola abbracci il significato proprio del termine e viceversa.
Prendiamo ad esempio il tanto amato dialetto bolognese.
Per dire "Uffa! Che palle!" ...noi alle volte (fra amici) sbuffiamo: "Sòcmel! Du maròn!!".
E' il suono delle parole che a la differenza.
(Il vero significato di "Sòcmel" sarebbe un pò volgare da spiegare, ma nel linguaggio comune è ormai utilizzato come imprecazione generica).
Il suono di ogni singola parola ha una grande importanza, la stessa che ne ha ogni pennellata di un quadro, in cui basta una sola sfumatura diversa per dare un senso diverso all'immagine, e di questi suoni la poesia ne trae più di ogni altra forma d'arte letteraria beneficio.
E lo stesso concetto vale per il suono di un pianoforte.
Chi suona qualsiasi strumento musicale sa (o deve sapere!) che l'intenzione, il timbro, la forma che si da con la propria intenzione ad ogni singola onda sonora di ogni singola nota determina la sua funzione ed il suo significato.
Se pensate che tutto questo sia noioso buttate via lo stereo di casa, perchè questo è il motivo per cui amate la musica e per cui sono millenni che fa parte della vita degli esseri umani, il che vi distingue da ogni altro essere vivente, poichè io provai tante volte a far sentire Lucio Dalla e Chopin a Moreno (il mio cane), ma l'unica reazione che ho ottenuto è che "mi cagasse sull'uscio e poi la rivoleva" (detto livornese).
Ieri, affascinato da tutte queste cose che forse sono solo la schiuma del mare per alcuni, ma che per me sono pur sempre l'unica benzina del mio motore (che purtroppo o per fortuna non è un diesel), riflettevo tra un semaforo rosso e quello dopo rossissimo, sul significato della parola "Amore", sicuramente la parola più abusata, discussa, amata ed odiata per la difficoltà di percepirne il più profondo significato, il reale valore, di tutti i tempi dopo la parola "morte".
Mi sono arrovellato tutto il dì sulla questione quando ad un tratto, mentre un lavavetri (che brutta parola!...lo chiamerò "Franco"), dicevo mentre lo sporcavetridisperatoFranco, (ecco cosi va meglio) mi sporcava il vetro e si guadagnava il suo Euro delle 16,30, ho avuto l'illuminazione.
"IL VOCABOLAAAAAAARIOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
Ma come ho fatto a non pensarci prima dico io!!
Millenni che poeti, scrittori, cantautori, genitori divorziati, madri, padri, figlie ancora vergini e chi più ne ha e più ne metta che ci riflettono sopra e si torturano come tartarughe bruciate vive per carpirne il significato, millenni di mal di pancia, di batticuori ingiustificati, di poster di Mark Owen e Cesare Cremonini ad imbrattare i muri di camerette al profumo di vaniglia ed ecco la soluzione: ogni parola ha un suo significato di base, definibile, certo. Ed i significati di ogni parola sono sul...
...vocabolario della lingua italiana.
Sono corso in libreria e ho scoperto che ci sono 700 tipi di vocbolariiiiiii.
Ho scelto, come un cretino che vuol fare bella figura a tavola con una donna ma è un ignorante e sceglie il vino che costa di più, il vocabolario più grande, quello più ricco di termini, quello più colorato, quello più costoso. non potevo mica "toppare"!
Millenni che aspetto questo momento! Dovevo andare sul sicuro.
Vado in studio, lo apro e cerco... Aaaaaa.... moooooooo.... re....
Eccolo! Trovato!
"Amore: Inclinazione dell'animo verso persona o cosa, affetto profondo, sentimento affettuoso".
Allora è vero! Finalmente la mia rivincita.
Se sul vocabolario della lingua italiana 2006 non c'è scritto che questo affetto, questo legame dev'essere unico ed indirizzato verso una SOLA persona, se non c'è scritto che AMORE vuol dire "se guardi un'altra ti spacco un gomito, cretino!", se AMORE non vuol dire "Se soffro io DEVI soffrire anche tu!". Se AMORE non vuol dire "Promettimi che mi amerai pe' ssssssempre!!" posso affermare (e non è la prima volta!) che l'AMORE per come ci è stato insegnato a suon di sberle dalle donne è solo un vizio, un tremendo orrendo vizio di forma!!
Evviva quindi la fiducia, il rispetto, la fedeltà, l'onestà nei confronti della persona amata, ma come SCELTA razionale, come SACRIFICIO (parola in disuso e che probabilmente nel vocabolario 2007 sarà cancellata) consapevole, concordato, per ricevere un premio che non ha valore: la comprensione, la compagnia, la condivisione di questa terribile immensa esperienza che è la Vita, per ricevere l'entusiasmo ed il perdono, due parole per nulla scontate.
Avrei voglia di amare stanotte, e se la mia lei mi chiedesse "Cosa provi per me pupazzino mio!?", io saprei cosa rispondere:
"Un... seeeeentimento affettuoso, un'inclinazione dell'animo direi...
Vado a comprare le paglie...
Tu cosa fumi?"
In effetti nello scrivere o nel leggere questo Blog un vero motivo non c'è.
Cosi come un vero motivo di studio non esiste per la filosofia, per la musica, per la poesia, per tutto ciò che è riflessione dello spirito.
Ho letto una bellissima definizione di "poesia" in un libro/intervista di Pasolini ieri notte.
"La poesia è l'indugiare a lungo tra il suono, ed il significato della parola".
Pasolini raccontava che scelse per un certo periodo di tempo il dialetto friulano per scrivere, proprio perchè (e in effetti questa affermazione mi affascina terribilmente), il dialetto, mischia in modo sensibile le due cose, e spesso le parole dialettali, o i modi di dire popolari nascono, (e questa è la sensazione che si prova leggendole/i), da uno strano miscuglio in cui sembra che l'etimologia stessa della parola abbracci il significato proprio del termine e viceversa.
Prendiamo ad esempio il tanto amato dialetto bolognese.
Per dire "Uffa! Che palle!" ...noi alle volte (fra amici) sbuffiamo: "Sòcmel! Du maròn!!".
E' il suono delle parole che a la differenza.
(Il vero significato di "Sòcmel" sarebbe un pò volgare da spiegare, ma nel linguaggio comune è ormai utilizzato come imprecazione generica).
Il suono di ogni singola parola ha una grande importanza, la stessa che ne ha ogni pennellata di un quadro, in cui basta una sola sfumatura diversa per dare un senso diverso all'immagine, e di questi suoni la poesia ne trae più di ogni altra forma d'arte letteraria beneficio.
E lo stesso concetto vale per il suono di un pianoforte.
Chi suona qualsiasi strumento musicale sa (o deve sapere!) che l'intenzione, il timbro, la forma che si da con la propria intenzione ad ogni singola onda sonora di ogni singola nota determina la sua funzione ed il suo significato.
Se pensate che tutto questo sia noioso buttate via lo stereo di casa, perchè questo è il motivo per cui amate la musica e per cui sono millenni che fa parte della vita degli esseri umani, il che vi distingue da ogni altro essere vivente, poichè io provai tante volte a far sentire Lucio Dalla e Chopin a Moreno (il mio cane), ma l'unica reazione che ho ottenuto è che "mi cagasse sull'uscio e poi la rivoleva" (detto livornese).
Ieri, affascinato da tutte queste cose che forse sono solo la schiuma del mare per alcuni, ma che per me sono pur sempre l'unica benzina del mio motore (che purtroppo o per fortuna non è un diesel), riflettevo tra un semaforo rosso e quello dopo rossissimo, sul significato della parola "Amore", sicuramente la parola più abusata, discussa, amata ed odiata per la difficoltà di percepirne il più profondo significato, il reale valore, di tutti i tempi dopo la parola "morte".
Mi sono arrovellato tutto il dì sulla questione quando ad un tratto, mentre un lavavetri (che brutta parola!...lo chiamerò "Franco"), dicevo mentre lo sporcavetridisperatoFranco, (ecco cosi va meglio) mi sporcava il vetro e si guadagnava il suo Euro delle 16,30, ho avuto l'illuminazione.
"IL VOCABOLAAAAAAARIOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
Ma come ho fatto a non pensarci prima dico io!!
Millenni che poeti, scrittori, cantautori, genitori divorziati, madri, padri, figlie ancora vergini e chi più ne ha e più ne metta che ci riflettono sopra e si torturano come tartarughe bruciate vive per carpirne il significato, millenni di mal di pancia, di batticuori ingiustificati, di poster di Mark Owen e Cesare Cremonini ad imbrattare i muri di camerette al profumo di vaniglia ed ecco la soluzione: ogni parola ha un suo significato di base, definibile, certo. Ed i significati di ogni parola sono sul...
...vocabolario della lingua italiana.
Sono corso in libreria e ho scoperto che ci sono 700 tipi di vocbolariiiiiii.
Ho scelto, come un cretino che vuol fare bella figura a tavola con una donna ma è un ignorante e sceglie il vino che costa di più, il vocabolario più grande, quello più ricco di termini, quello più colorato, quello più costoso. non potevo mica "toppare"!
Millenni che aspetto questo momento! Dovevo andare sul sicuro.
Vado in studio, lo apro e cerco... Aaaaaa.... moooooooo.... re....
Eccolo! Trovato!
"Amore: Inclinazione dell'animo verso persona o cosa, affetto profondo, sentimento affettuoso".
Allora è vero! Finalmente la mia rivincita.
Se sul vocabolario della lingua italiana 2006 non c'è scritto che questo affetto, questo legame dev'essere unico ed indirizzato verso una SOLA persona, se non c'è scritto che AMORE vuol dire "se guardi un'altra ti spacco un gomito, cretino!", se AMORE non vuol dire "Se soffro io DEVI soffrire anche tu!". Se AMORE non vuol dire "Promettimi che mi amerai pe' ssssssempre!!" posso affermare (e non è la prima volta!) che l'AMORE per come ci è stato insegnato a suon di sberle dalle donne è solo un vizio, un tremendo orrendo vizio di forma!!
Evviva quindi la fiducia, il rispetto, la fedeltà, l'onestà nei confronti della persona amata, ma come SCELTA razionale, come SACRIFICIO (parola in disuso e che probabilmente nel vocabolario 2007 sarà cancellata) consapevole, concordato, per ricevere un premio che non ha valore: la comprensione, la compagnia, la condivisione di questa terribile immensa esperienza che è la Vita, per ricevere l'entusiasmo ed il perdono, due parole per nulla scontate.
Avrei voglia di amare stanotte, e se la mia lei mi chiedesse "Cosa provi per me pupazzino mio!?", io saprei cosa rispondere:
"Un... seeeeentimento affettuoso, un'inclinazione dell'animo direi...
Vado a comprare le paglie...
Tu cosa fumi?"
