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Ma non fermate la musica
15 October 2007 @ 11:01
Ma non fermate la musica
Ma non fermate la musica
(pubblicato su "L'Unione Sarda")
Sordi o incapaci. Per molti questi sono i politici di oggi. E' triste dirlo ma questo è quel che si dice in giro. Gente senza faccia, pronti a tutto pur di non perdere il loro potere. Sempre meno attenti a ciò che i cittadini chiedono, o sperano. "Qalunquismo", rispondono loro. "La politica è come la società, se non meglio", hanno il coraggio di sostenere. Allora che ci dimostrino il contrario. L'occasione è ghiotta ed è sotto lo sguardo di tutti, anche dei meno attenti. Sto parlando della scelta di chiudere alla musica le porte dell'anfiteatro romano di Cagliari, punto di riferimento per la musica di ogni genere, dove negli ultimi trent'anni si sono esibiti i migliori musicisti, cantanti e ballerini di sempre. Su quelle gradinate tanto discusse da ogni parte d'Italia ci si recava per vivere un momento unico, immersi in uno scenario unico. "Mai più", dicono loro. "L'anfiteatro è un monumento storico, e deve essere trattato come tale", dichiarano. Ma non lo sanno loro che, al pari di una chiesa, o di una basilica, anche l'anfiteatro di Cagliari, oltre che storico, è anche sacro? Al pari di una chiesa infatti, che è viva finchè i fedeli ci vanno a pregare, anche l'anfiteatro romano resta vivo grazie a chi lo ha riempito di note ed emozioni, a chi magari avvolto fra i suoni si è voltato ad ammirarlo, e lo è ancor di più grazie a chi di fronte a questa scelta si chiede il perchè. Perchè non trovare una soluzione che rispetti il monumento e salvaguardi allo stesso tempo la sua funzione primaria, quella cioè di restare un vicolo straordinario di arte e cultura? Sarebbe come se il Vaticano impedisse ai parroci di recitare messa nelle loro chiese. Sarebbe come togliere a Taormina il suo anfiteatro greco ed a Verona il suo teatro Romano, costruito nel primo secolo d.C. ma ancora vivo grazie ai concerti. L'anima. E' questo che ogni tanto vorremmo veder brillare negli occhi di chi sceglie per noi. A scuola ci hanno insegnato che il valore storico di un monumento, il suo fascino per intenderci, sta nelle forme, nella struttura, nella storia di chi lo ha progettato e di chi lo ha attraversato nel corso dei secoli. Noi vorremmo poter essere fra quelli che ancora quell'anfiteatro lo attraversano. Se questo accadrà vorrà dire che Lorsignori non ci ascoltano pù. Per poi lamentarsi se i comici si trasformano in capipolo. Se i cittadini, una volta scoperta la maschera di cipria che copre il loro viso, poi non li votano più, anzi peggio, non li votano più.
Cesare
(pubblicato su "L'Unione Sarda")
Sordi o incapaci. Per molti questi sono i politici di oggi. E' triste dirlo ma questo è quel che si dice in giro. Gente senza faccia, pronti a tutto pur di non perdere il loro potere. Sempre meno attenti a ciò che i cittadini chiedono, o sperano. "Qalunquismo", rispondono loro. "La politica è come la società, se non meglio", hanno il coraggio di sostenere. Allora che ci dimostrino il contrario. L'occasione è ghiotta ed è sotto lo sguardo di tutti, anche dei meno attenti. Sto parlando della scelta di chiudere alla musica le porte dell'anfiteatro romano di Cagliari, punto di riferimento per la musica di ogni genere, dove negli ultimi trent'anni si sono esibiti i migliori musicisti, cantanti e ballerini di sempre. Su quelle gradinate tanto discusse da ogni parte d'Italia ci si recava per vivere un momento unico, immersi in uno scenario unico. "Mai più", dicono loro. "L'anfiteatro è un monumento storico, e deve essere trattato come tale", dichiarano. Ma non lo sanno loro che, al pari di una chiesa, o di una basilica, anche l'anfiteatro di Cagliari, oltre che storico, è anche sacro? Al pari di una chiesa infatti, che è viva finchè i fedeli ci vanno a pregare, anche l'anfiteatro romano resta vivo grazie a chi lo ha riempito di note ed emozioni, a chi magari avvolto fra i suoni si è voltato ad ammirarlo, e lo è ancor di più grazie a chi di fronte a questa scelta si chiede il perchè. Perchè non trovare una soluzione che rispetti il monumento e salvaguardi allo stesso tempo la sua funzione primaria, quella cioè di restare un vicolo straordinario di arte e cultura? Sarebbe come se il Vaticano impedisse ai parroci di recitare messa nelle loro chiese. Sarebbe come togliere a Taormina il suo anfiteatro greco ed a Verona il suo teatro Romano, costruito nel primo secolo d.C. ma ancora vivo grazie ai concerti. L'anima. E' questo che ogni tanto vorremmo veder brillare negli occhi di chi sceglie per noi. A scuola ci hanno insegnato che il valore storico di un monumento, il suo fascino per intenderci, sta nelle forme, nella struttura, nella storia di chi lo ha progettato e di chi lo ha attraversato nel corso dei secoli. Noi vorremmo poter essere fra quelli che ancora quell'anfiteatro lo attraversano. Se questo accadrà vorrà dire che Lorsignori non ci ascoltano pù. Per poi lamentarsi se i comici si trasformano in capipolo. Se i cittadini, una volta scoperta la maschera di cipria che copre il loro viso, poi non li votano più, anzi peggio, non li votano più.
Cesare
