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Il re del Mugello
29 June 2007 @ 11:12
Il re del Mugello
Come in un girone dell'Inferno dantesco alle nostre spalle scoppiano petardi e fuochi d'artificio, per tutta la notte. Il cielo è coperto da nuvole basse e minacciose, e se è vero che tra le colline dove migliaia di tende colorate spuntano come funghi allucinogeni per molti la gara del Mugello è già una gran festa, qua giù nel paddock i piloti ed i meccanici si sentono ancora in Purgatorio, perchè solo domani si saprà chi di loro merita il Paradiso. E' una gara importantissima, fondamentale non solo per il mondiale, ma per mille altre ragioni che hanno a che fare con il cuore e con la passione per questo sport. Lo dimostra il casco di Vale, disegnato ad oc per questo evento: un enorme cuore rosso pronto a battersi per salire sul gradino più alto del podio. Arrivare secondi? Non se ne parla neanche. Stoner è un bel fenomeno certo, e la sua Ducati viaggia come un missile, ma la storia ha dimostrato più volte che non bisogna fidarsi troppo delle macchine, soprattutto quando c'è di mezzo un ragazzo di Tavullia che, per dimostrarlo, solo tre anni fa si era lasciato alle spalle una Honda imbattibile portando alla gloria la Yamaha. "Domani sarà un gran giorno", penso un attimo prima di chiudere gli occhi, ed un istante dopo la sveglia già strilla maleducatamente, presto, troppo presto, ma per questo spettacolo ci si alza senza far storie. Arrivo al circuito e passo mezz'ora ad ammirare le "ombrella girls" che ancheggiano per le vie del paddock, ma il vero spettacolo è ancora una volta dietro di me. Le tende sulle colline che ieri notte avevo intravisto nel disordine generale ora sembrano rose fiorite, e migliaia di persone assiepate sulle tribune e nei prati che circondano la pista studiano il circuito. Lo guardano, lo immaginano, e sognano la gloria per i propri colori. Le 125 e le 250 offrono come sempre uno spettacolo straordinario, stracolmo di colpi di scena. Il ritmo è infernale in tutte e due le gare, e questo fa ben sperare per le MotoGP. E' il turno dei grandi. Pensare che in pochi minuti si deciderà tutto tormenta il mio stomaco, e vedere sul grande schermo Valentino che si inginocchia ai piedi della sua M1 fa venire i brividi. Le moto sono potenti cavalli cromati, e scalpitano sulla griglia di partenza, tenuti alle briglie dai loro condottieri, che hanno la faccia concentrata ma entusiasta. Come a dire: "Finalmente!". Finalmente la pista si sgombera, ed il semoforo rosso si accende. Il rumore è assordante, ora, e tutti quanti sono in piedi a consumarsi le unghie, eccitati e coinvolti. Poi il tanto atteso momento si compie, il semaforo verde libera la collera e la voglia di gridare quello che per tutta la giornata scaramanticamente era stato trattenuto nei pensieri a fatica: "Vincere!". Pronti, partenza, via! Vale parte male, e alla prima staccata è ottavo. Stoner è al comando. Capirossi lo supererà dopo un paio di giri, facendo tremare i cuori di tutti i ducatisti presenti al Mugello. Ma Vale sul casco ne ha disegnato uno enorme, grande quanto la sua voglia di vincere e di regalare un sogno a chi lo ha seguito fin qui. Cinque giri ed il re del Mugello infila i suoi avversari uno ad uno. E' lui il Carlo Magno delle due ruote. Mentre le curve si tingono dei suoi colori eccolo quel cuore rosso spuntare per primo alla fine del rettilineo, finalmente, seguito da un immenso boato. A più di trecento all'ora quel cuore disegnato sul casco si gonfia di rabbia e determinazione, di fosforo e di fantasia. Il Mugello non è soltanto per le moto veloci, ma soprattutto per i veri "manici", per chi le sa guidare sul serio quelle belve. La caparbietà di Pedrosa, che punzecchia il posteriore del sette volte campione del mondo ne è la dimostrazione, mentre Stoner si allontana come il temporale che fortunatamente non si è mai abbattuto sul circuito. Dieci giri alla fine. Si compie l'ennesimo paradosso. Il campione della velocità sa frenare meglio di tutti! Sembra questo il segreto che lo rende invincibile. Lo spagnolo lo affianca un paio di volte sul rettilineo, ma le staccate di Vale sono impressionanti. "Questa! E' casa mia!", sembrano ruggire. Pedrosa è costretto ad arrendersi lentamente. Vale vola verso la vittoria, per lui la sesta consecutiva qui al Mugello. Tagliato il traguardo si ferma davanti a noi e viene a farsi abbracciare dagli amici, sotto la sua curva.
Eccolo la, dove deve stare quel cuore, sul gradino più alto. Valentino sale sul podio, sorride, e lancia il suo casco verso il pubblico. Il re del Mugello è tornato a vincere, gente. In alto i calici. Ora si festeggia.
Cesare
Questo blog è stato pubblicato nello sport nazionale da Il Resto del Carlino in data 04/06/2007
Eccolo la, dove deve stare quel cuore, sul gradino più alto. Valentino sale sul podio, sorride, e lancia il suo casco verso il pubblico. Il re del Mugello è tornato a vincere, gente. In alto i calici. Ora si festeggia.
Cesare
Questo blog è stato pubblicato nello sport nazionale da Il Resto del Carlino in data 04/06/2007
