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Calciopoli e dintorni
29 July 2006 @ 12:52

Calciopoli e dintorni

Non ho mai creduto fino in fondo alle dicerie che spopolavano sugli arbitraggi scandalosi in favore della Juve, squadra contro la quale non ho mai "gufato" se impegnata in Europa. Mi sono poi, come tanti, come tutti forse, dovuto ricredere, rimanendo a bocca aperta di fronte alla tristezza che abbiamo letto sui giornali in queste settimane/mesi, dopo aver visto e ascoltato le innumerevoli intercettazioni di Moggi & Co.
Oggi apro i giornali ed eccoci di nuovo: che tristezza!
Ho amici che sostengono che la Juve in serie B, anche ora che la pena è stata ridotta, sia comunque un sogno che si realizza. Altri sono molto tristi e delusi perché speravano in una conferma di quella che era sembrata una forte e fiera presa di posizione da parte della giustizia sportiva contro gli illeciti sportivi. Per una volta era parso anche a me, e mi sembrava un miracolo, che ci fosse uno spiraglio in fondo al tunnel. Chi aveva preso per i fondelli le leggi anche se solo sportive, le persone, noi tifosi, la nostra fede e tutto il resto, rischiava finalmente di pagare per gli "errori" commessi.
E invece... QUASI NIENTE DI TUTTO QUESTO.
Neanche stavolta vado (andiamo) a letto con il sorriso. Io stanotte vado a letto con l'ennesima sensazione (e non mi meraviglia, semplicemente mi intristisce), che gli interessi dei pochissimi bastino a dare un aiutino all'ago della bilancia verso una parte.
Che noia questo paese sempre impunito.
Il Genoa fu spedito in serie C per una valigetta piena di quattrini. Altri (ma non altri ancora) perché il bilancio era risultato falsato.
A questo punto che cosa è il calcio?
Un grande campione brasiliano ha detto: "Il calcio è un dono di Dio". Ma quanti doni del Signore messi in mano agli uomini si trasformano in pochi anni in mer** puzzolente? Povero Dio, ma soprattutto poveri noi. La maggiorparte di noi purtroppo.
Ho giocato a calcio per una buona fetta della mia adolescenza, in una squadra tra le tante che affollano la provincia di Bologna e che alzano la polvere dei campetti, ogni domenica. Avevo un grande allenatore, mister Bianconi, che mi chiamava "Crema" ed urlava dalla panchina: "Picchialo quel pallone!!". Me lo ricordo come se fosse ieri. La prima cosa per lui era l'onestà e la correttezza sul campo, il divertimento, la passione, l'educazione. Una volta, siccome ero bravino, mi chiamarono a giocare una partita nella prima squadra: già un'altra mentalità. Il nuovo allenatore trasudava ambizione di diventare "il nuovo Fabio Capello". Senza accorgersi che eravamo solo ragazzi con una gran voglia di vincere, non di diventare Maradona o Luca Toni.
Mi è successo di vincere con la musica, non troppi anni dopo, e di lasciare la squadra in cui giocavo per questo motivo. E di ritrovarmi in un sistema non troppo distante da quello che è stato scoperto recentemente nel calcio. Sono esistiti ed esistono tuttora i Moggi e i Della Valle anche nel mio mondo. E me ne sto ben lontano da questi personaggi e lo faccio con grande piacere. Non è un caso che abbia scelto di vivere a Bologna, tra portici rassicuranti e lontano da ambienti nei quali non mi riconosco. Ma ho incontrato lungo il mio cammino artisti considerati geni che comprano giornalisti leccac***, e critici musicali che hanno paura di dire quello che anche un bambino direbbe; discografici che bestemmiano ogni volta in cui parlano di musica, dalla cui bocca escono solo bugie, preti affezionati più ad uno studio televisivo che all'altare, popolarissime soubrette che per 200 mila euro si fanno un Milano/Dubai in prima classe per una notte bollente con lo sceicco rampollo. E poi dischi in classifica per finta. No, non sono moralista, nè di carattere e men che meno per opportunismo professionale. L'unica cosa triste per me è vedere milioni di persone e ragazzini fottuti da questo sistema. Così come è triste vedere milioni di tifosi aver speso tempo, denaro e fatica per qualcosa che era controllato dall'alto e che a mio parere, mi posso sbagliare, rimane moralmente impunito.
E va beh! Teniamoci questo campionato falso e bugiardo, quanto chi lo ha scarabocchiato, e godiamo dell'urlo di Caressa al gol di Fabio Grosso a Berlino.
Almeno quello è reale e sentito. 1 a 1 palla al centro.
Prima di chiudere gli occhi però penso a Gazzoni, l'ex presidente del mio Bologna, a quanto caro ha pagato il prezzo della sua onestà e del suo lavoro pulito.
Presidente, lei merita certamente più di tutto questo. E forse anche noi.
Un abbraccio ideale.
Cesare