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Cupido: lo conosco!
15 February 2006 @ 16:25
Cupido: lo conosco!
Ma guarda un po', S. Valentino!
Mi ero dimenticato.
Allora ho preso “...il treno dei desideri che nei miei pensieri all’incontrario va...” e sono venuto da te. E tu, conoscendomi, sapendo che io non vengo mai, hai preso “...il treno dei desideri che nei tuoi pensieri all’incontrario va” e sei venuta da me.
In pratica due imbecilli.
E allora ditelo!!
Io ho suonato il campanello.
Suonavo, suonavo, suonavo, suonavo e nessuno mi apriva.
“Ma Dio! che sfiga!” ho pensato.
Stavo già per andare a ubriacarmi nel quartiere rosso quando la tua porta si spalanca all’improvviso. Mi compare davanti un tizio alto più o meno un metro e novanta, spalle larghe, aria sana. Era poco vestito, quasi nudo, fisico asciutto, muscoli ben in vista, neanche un pelo superfluo.
Mi fa: “Bella li!”.
Io penso: “Questo è scemo!” Ma gli volto le spalle, alzo i tacchi e me ne vado.
“Maledetta stronza, allora c’hai un altro!”
Non faccio in tempo ad attraversare la strada che una saetta appuntita mi si conficca nella spina dorsale.
“Ahiaaa!”, e mi accascio al suolo bagnato.
Quello stronzo si mette a ridere sguaiatamente come un forsennato, non finiva più, sembrava potesse morire dal ridere. Gli faccio: “Prepotente! Chi sei tu!?”
Lui risponde serio: “Cupido! E tu?”
“Cesare Cremonini!”, gli rispondo tra le lacrime.
Lui, accendendosi una sigaretta al mentolo, prima di sbattermi la porta in faccia aggiunge: “..E sti cazzi!?”
Mi ero dimenticato.
Allora ho preso “...il treno dei desideri che nei miei pensieri all’incontrario va...” e sono venuto da te. E tu, conoscendomi, sapendo che io non vengo mai, hai preso “...il treno dei desideri che nei tuoi pensieri all’incontrario va” e sei venuta da me.
In pratica due imbecilli.
E allora ditelo!!
Io ho suonato il campanello.
Suonavo, suonavo, suonavo, suonavo e nessuno mi apriva.
“Ma Dio! che sfiga!” ho pensato.
Stavo già per andare a ubriacarmi nel quartiere rosso quando la tua porta si spalanca all’improvviso. Mi compare davanti un tizio alto più o meno un metro e novanta, spalle larghe, aria sana. Era poco vestito, quasi nudo, fisico asciutto, muscoli ben in vista, neanche un pelo superfluo.
Mi fa: “Bella li!”.
Io penso: “Questo è scemo!” Ma gli volto le spalle, alzo i tacchi e me ne vado.
“Maledetta stronza, allora c’hai un altro!”
Non faccio in tempo ad attraversare la strada che una saetta appuntita mi si conficca nella spina dorsale.
“Ahiaaa!”, e mi accascio al suolo bagnato.
Quello stronzo si mette a ridere sguaiatamente come un forsennato, non finiva più, sembrava potesse morire dal ridere. Gli faccio: “Prepotente! Chi sei tu!?”
Lui risponde serio: “Cupido! E tu?”
“Cesare Cremonini!”, gli rispondo tra le lacrime.
Lui, accendendosi una sigaretta al mentolo, prima di sbattermi la porta in faccia aggiunge: “..E sti cazzi!?”
