08 Feb. 2006
06 Feb. 2006
04 Feb. 2006
04 Feb. 2006
03 Feb. 2006
31 Jan. 2006
31 Jan. 2006
30 Jan. 2006
30 Jan. 2006
30 Jan. 2006
29 Jan. 2006
27 Jan. 2006
26 Jan. 2006
23 Jan. 2006
21 Jan. 2006
17 Jan. 2006
14 Jan. 2006
12 Jan. 2006
12 Jan. 2006
11 Jan. 2006
Il Fumo danneggia la memoria?
03 February 2006 @ 18:07
Il Fumo danneggia la memoria?
Essere sempre la stessa persona.
Magari!
E invece "CuorDiLeone" pareva traballare come un ubriaco sulla corda.
“Cazzo! Le onde se ne stanno sempre a vomitarsi addosso” - diceva - “poi stremate si tuffano sulla sabbia e si disperdono. Solo una cosa mi tiene sempre qui, naufrago per mare: la compagnia di un amico, o di una amica come te.”
- non arrossire proprio adesso Cuor!! -
“Questa invece è la mia chitarra, vedi? Non ti chiedere perchè, ma io la suono spesso!
- dille quando! -
“Quando non ci sei tu.”
Rocciablu gli rispose dall’alto dei suoi vent’anni: “Chissà quante avventure con quella chitarra no?”
“Oh si! Una volta, dieci anni fa, ero in compagnia di un mio vecchio amico (ora non più) gay innamorato pazzo della voce di Frank Cinatra.
“Guarda che si dice Sinatra!” gli dicevo, e lui sghignazzava come una papera impazzita. Sai no quel genere di papera, ehm!... di gay li?
Se ci rispenso mi viene da ridere, lui cosi giovane, con ancora tutti i suoi capelli appiccicati al loro posto, che mi chiedeva se “i Beatles avevano dei “ghost-writer” oppure no?” - se scoprisse che è cosi si ucciderebbe ancora, fidati-.
Il mio amico gay amava cantare Frank, ed era uno spasso, con quell’accento da frocio.
Un giorno, se non mi sbaglio, con tono iperinterrogativo, mi disse: “Che bella quella chitarra, me la fai provareee!?”.
Io pensai “Dio quanto è frocio questo!” e lui non sentì i miei pensieri. Se li avesse sentiti mi sarebbe dispiaciuto perchè al tempo gli volevo bene. Gliela misi in mano e lui la “indossò” come una camicia da notte.
“Ecco fatto” e rapidamente allungai la mia mano terrorizzato dal fatto che fosse fra le sue. Tossii per mettergli fretta. Quella chitarra era la mia vita. La mia prima chitarra perbacco! Ma lui con un movimento brusco tentò di imitare qualcuno che suonava, e le scivolò dalle braccia cosi come scivolerebbe un vaso di anguille ricoperto di vasellina ad un bambino di tre anni. La cinghia non resse il peso e si staccò sfregiando la sua spalla irrimediabilmente. E la mia chitarra cadde. Insieme al suo braccio.
Da quel giorno ho paura del buio e nei posti chiusi mi manca l’aria.
Non l’ho i******o solo perchè so che gli avrei fatto un piacere.
Fine.
Magari!
E invece "CuorDiLeone" pareva traballare come un ubriaco sulla corda.
“Cazzo! Le onde se ne stanno sempre a vomitarsi addosso” - diceva - “poi stremate si tuffano sulla sabbia e si disperdono. Solo una cosa mi tiene sempre qui, naufrago per mare: la compagnia di un amico, o di una amica come te.”
- non arrossire proprio adesso Cuor!! -
“Questa invece è la mia chitarra, vedi? Non ti chiedere perchè, ma io la suono spesso!
- dille quando! -
“Quando non ci sei tu.”
Rocciablu gli rispose dall’alto dei suoi vent’anni: “Chissà quante avventure con quella chitarra no?”
“Oh si! Una volta, dieci anni fa, ero in compagnia di un mio vecchio amico (ora non più) gay innamorato pazzo della voce di Frank Cinatra.
“Guarda che si dice Sinatra!” gli dicevo, e lui sghignazzava come una papera impazzita. Sai no quel genere di papera, ehm!... di gay li?
Se ci rispenso mi viene da ridere, lui cosi giovane, con ancora tutti i suoi capelli appiccicati al loro posto, che mi chiedeva se “i Beatles avevano dei “ghost-writer” oppure no?” - se scoprisse che è cosi si ucciderebbe ancora, fidati-.
Il mio amico gay amava cantare Frank, ed era uno spasso, con quell’accento da frocio.
Un giorno, se non mi sbaglio, con tono iperinterrogativo, mi disse: “Che bella quella chitarra, me la fai provareee!?”.
Io pensai “Dio quanto è frocio questo!” e lui non sentì i miei pensieri. Se li avesse sentiti mi sarebbe dispiaciuto perchè al tempo gli volevo bene. Gliela misi in mano e lui la “indossò” come una camicia da notte.
“Ecco fatto” e rapidamente allungai la mia mano terrorizzato dal fatto che fosse fra le sue. Tossii per mettergli fretta. Quella chitarra era la mia vita. La mia prima chitarra perbacco! Ma lui con un movimento brusco tentò di imitare qualcuno che suonava, e le scivolò dalle braccia cosi come scivolerebbe un vaso di anguille ricoperto di vasellina ad un bambino di tre anni. La cinghia non resse il peso e si staccò sfregiando la sua spalla irrimediabilmente. E la mia chitarra cadde. Insieme al suo braccio.
Da quel giorno ho paura del buio e nei posti chiusi mi manca l’aria.
Non l’ho i******o solo perchè so che gli avrei fatto un piacere.
Fine.
